[pubblicato su solaconio.style.it]

La notizia ha colpito un po’ tutti, me compresa, se devo essere sincera.

Ieri, quando ho saputo di Lucio Dalla ho pensato alle cose che mi legassero a lui. Prima di dispiacermi come è normale fare per qualsiasi umano gentile, ho deciso di ripercorrere la mia vita con le sue canzoni, per evitare anche di passare da “quella che ascolta i cd di uno appena deceduto solo perchè va di moda”

Appena saputa la notizia, ho twittato questo:

 

La canzone è “Dark Bologna” e l’ho sempre detto, rappresenta perfettamente i miei tre anni all’università di Bologna.

Però mi sembrava strano che Lucio Dalla fosse nella mia vita solo per questa canzone. Ci dev’essere qualcosa che mi sfugge.

Ci ho pensato tutto il giorno. Ho ripercorso mentalmente i miei 22 anni e poi l’illuminazione, confermata anche oggi da una amica su Facebook.

Ero piccola, tremendamente piccola. Forse era il primo anno alle elementari, forse il secondo. Comunque ero piccola.

Le maestre ci volevano far cantare alcune canzoni tra le quali:

– i Watussi

– Pinne fucili ed occhiali

– Attenti al lupo

Ecco cosa mi mancava!

Ho avuto un flashback meraviglioso.

Mi sono rivista nel cortile dei nonni con la nonna che mi canta la canzone ed io che devo provare il balletto e starle dietro con le parole.

Ridevo, mi impegnavo perché dai, cantare era una cosa seria, però mi ricordo che mi divertivo.

Un piccolo ricordo di una meravigliosa infanzia passata con la nonna che me la cantava per aiutarmi, con il babbo e la mamma che me lo facevano ascoltare, per poi crescere e ritrovarmelo all’università.

Non sono una sua fan, voglio dirlo.

Sono solamente una delle tante persone che è cresciuta con le sue canzoni.

Eviterò di star qui a dire quanto perde la musica italiana e quanto mancherà.

Voglio solamente riascoltare anche con voi che leggete questo blog, la canzone che da piccola mi faceva tanto divertire.

Sono sicura che non sono la sola.

🙂

Post Author: laciccina

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