Sono tornata da Assisi da qualche giorno ma non sono mai riuscita a trovare le parole per descrivere ciò che ho vissuto nei due giorni di Umbria Arriviamo – a ciascuno il suo frantoio.

E’ davvero difficile perché, forse, può capirmi solo chi è stato ad Assisi almeno una volta nella vita. Il viaggio di per sè è andato bene, la compagna di viaggio era perfetta (ma io mica avevo dubbi!), Adrianca ci ha fatto fare quelle due o tre figurette di m… ma vabbè, ci siamo perse svariate volte, ma alla fine siamo andate e tornate senza problemi.

Tipo, una volta uscite dall’agriturismo, un posto incantato con una visuale da urlo sulla vallata umbra, ci era stato detto di seguire le indicazioni per radio Subasio (a 50 metri dall’agriturismo) per andare ad Assisi. In 10 minuti saremmo arrivate.

Abbiamo fatto la strada 4 volte, due in discesa, due in salita, ma del cartello “radio subasio” con la freccia, che abbiamo visto ben 3 volte il giorno prima, nessuna traccia. Abbiamo pensato ad un complotto della stessa radio subasio che, durante la notte, aveva tolto il cartello per prendersi gioco di noi. Poi, in un attimo di puro amore, ho anche detto che gli avrei buttato giù le antenne per il simpatico scherzetto…

Oppure a Spoleto siamo riuscite a visitare il paese senza una cartina, senza indicazioni, puramente a CASO, lamentandoci di quanto fossero disorganizzati, della tristezza dei negozi chiusi il sabato pomeriggio, della mancanza di informazioni per i turisti. Finendo, poi, a ritrovare una mappa ENORME al parcheggio della macchina, a 10 metri da dove avevamo parcheggiato.

O ancora, ci siamo perse per andare al Frantoio del poggiolo il sabato pomeriggio. L’obiettivo era andare al Frantoio per partecipare ad una degustazione guidata di olio, evento all’interno di Frantoi Aperti.

Il tom tom aveva smesso di collaborare, le mappe dell’iphone figuriamoci, quindi ci siamo trovate in mezzo ai campi sul serio. Abbiamo anche chiesto aiuto e ci è stato risposto “chiedete al benzinaio”. (e non dico altro che è meglio). Ehhhh se non c’era il benzinaio! Arrivate praticamente a fine evento (ma non era colpa nostra, noi ci eravamo perse!!) abbiamo fatto a tempo a degustare un ottimo olio, imparare a degustarlo (anche se, lo ammettiamo, il metodo è mooooolto originale) e poi è finito tutto. Abbiamo però conosciuto un gattino meraviglioso che ci ha portate dove “c’erano gli umani”, ovvero dove erano a fare la degustazione di olio, perché altrimenti ci saremmo perse pure dentro al Frantoio.

Poi sì, cari abitanti di Assisi, domenica c’erano due strane che viaggiavano con una banana in mano per la vostra città. E sì, eravamo noi. Celebri le frasi “Dede ci guardano tutti male, nascondi la banana!”, “Noooo il tempio, io voglio fare la foto con le colonne così!” “ok, spostati indietro e… cheeeeeese!”

Mentre camminavamo e mentre tentavamo di usare una cartina 1.0, abbiamo anche rischiato di andare addosso a dei simpatici signori che ci hanno aiutato a capire dove andare, molto gentili! Ne abbiamo trovato pure uno che ci ha accompagnate per un tratto di strada, raccontandoci la storia di Assisi 🙂

Alla vista delle gite scappavamo dicendo “cooooorri che ci risucchiano dentro con loro!” e “non c’è teeeeeeempo” perchè eravamo già in mega ritardo sulla tabella di marcia.

Arrivate però davanti alla Basilica Superiore non abbiamo capito più niente. L’energia, l’atmosfera, il panorama ci hanno zittite come difficilmente riesce a fare qualcuno.

Il silenzio ha voluto avere la meglio di fronte a ciò che la natura ha regalato a questo angolo di paradiso. Visitando la basilica di San Francesco ho ripercorso anche mentalmente le immagini del terremoto di qualche anno fa, mi sono immaginata come fosse questa chiesa ai tempi proprio di San Francesco e non lo nego, ho avuto dei brividi.

Dei brividi belli, di quelli che vorresti avere sempre per capire cosa vale la pena amare nella vita e cosa no. Mentre percorrevamo la navata, leggevo la descrizione degli affreschi alle pareti (si può comprare una mini guida a 0.50 cent che vi spiega tutto a meraviglia!) e pensavo a tutti quelli che son passati di lì, papi e personaggi importanti, ma anche umili persone come me.

Siamo scese nel chiosco e qui regnava la quiete. Quella vera, quella che se leggi la definizione sul dizionario te la immagini proprio…. così.

Di fronte alla chiesa c’è un parco con la croce di San Francesco e, alzando gli occhi, si può vedere tutta Assisi. Sembra assurdo, ma è così. Si guarda avanti e si vede il paese che lascia decisamente senza parole, si guarda poi a destra e si vede la vallata su cui Assisi si affaccia. E credetemi, non si capisce più niente. E’ tutto così maestosamente semplice che persino le parole sembrano inutili per descrivere ciò che gli occhi vedono.

Il senso di semplicità che si respira ad Assisi è qualcosa che non ho mai trovato nei posti visitati, eppure comincio ad aver girato un po’. Assisi è patrimonio mondiale dell’Unesco e, sinceramente, non faccio fatica a capirne il motivo.

Sì, anche Spoleto è molto bella, la visuale che si ha salendo le scale mobili verso il santuario di San Damiano, è perfetta per il primo appuntamento con la fidanzata. Ci sono scenari indescrivibili, ma niente a confronto con Assisi. (per me)

Sono stata cresciuta con l’attenzione per le cose semplici, con il rispetto per ciò che mi circonda e per chi mi sta accanto.

Ad Assisi mi sono sentita a casa. La natura ha il ruolo principale, noi siamo solamente il contorno.

Ad Assisi ti rendi conto di cosa è importante nella vita e di cosa no. Capisci che nulla ha più valore della famiglia, della salute, dell’amore dei tuoi cari.

E non lo dico per fare quella serie di discorsi fatti, lo dico perché è questo che si prova andando lì e non aspettandosi niente, proprio come ho fatto io.

Ho provato a descrivere alle mie nonne cosa ho visto, cosa ho provato e non ci sono riuscita. Una ha sorriso dicendo “Immagino”, l’altra ha detto che mi capiva, perché anche lei quando ci andò provò esattamente la stessa cosa.

Sono fortunata perché so dare il giusto valore alle cose, soprattutto a quelle materiali e lo ammetto, il viaggio ad Assisi mi ha aiutata a confermare certi valori.

Tipo quello dell’amicizia. Perché non potevo avere compagna di viaggio migliore di lei.

Tipo quello della famiglia. Perché ho pensato a chi non se la sta passando bene in questi giorni e chiesto a San Francesco un piccolo aiuto.

Tipo quello dell’amore per chi hai vicino e cosa ti circonda. Perché viaggiare mi piace, ma farlo in posti in cui torni e non capisci più cosa hai provato, perché hai provato troppe emozioni mescolate, mi sconvolge e allo stesso tempo mi convince a ritornarci. Mi lascia qualcosa che va oltre al semplice gadget come ricordo.

Perché andare a Spoleto ed Assisi? Per purificarsi, per capire che nella vita ci son cose ben più importanti dell’iphone 5, della tv da 1000 euro, della mania di protagonismo.

Perché ad Assisi si capisce che, in confronto alla natura, noi siamo solo il contorno di questa pietanza che, qualcuno più grande di noi, ci ha regalato.

Ho scattato altre foto durante questo viaggio. Eccole!

Post Author: laciccina

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