Avete mai sentito parlare dei cantuccini toscani? Bene, oggi voglio raccontarvi la loro storia, legata alla mia città: Praot.

Uno dei principi dello Slow Food è la divulgazione delle tradizioni enogastronomiche di ogni parte del mondo. Io sto in Toscana, precisamente a Prato e sì, anche noi abbiamo qualcosa che merita di essere difeso all’infinito: i biscotti di Prato.

La ricetta e l’appartenenza dei cantuccini è contesa fra parecchie città toscane, Pistoia, Livorno e Siena fra tutte ma i biscotti pratesi si differenziano specialmente da quelli senesi per: dimensione (quelli di Siena sono infatti più grandi) e per gli ingredienti (usano la pasta di pane, il burro e poco zucchero). A Prato si usano solamente farina, uova, zucchero e mandorle, più l’ingrediente segreto che in città nessuno sa!

Un grande appassionato di cantucci è stato Pellegrino Artusi, autore di “la scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”, la bibbia per ogni appassionato di cucina, il quale divenne anche amico di Antonio Mattei, padre dei biscotti. Quest’ultimo regalò all’Artusi, in amicizia, la ricetta di un’altra torta tipica pratese, chiamata “torta mantovana”, poichè ottenuta a sua volta da due monache proprio di Mantova.

Un altro fan era senza dubbio Francesco De’ Medici, il quale non si faceva mai mancare un rifornimento di cantucci e di pane di Prato, nella sua casa a Poggio a Caiano (a proposito, se non ci siete mai andati, visitate le ville medicee sopra a Prato. C’è da lasciarci il cuore!).

Anche Hermann Hesse, passando da Prato nel 1901, apprezzò molto i biscotti e il forno di Mattei, tanto da commentare “Prato è una fantastica cittadina antica e solida, sapete come sono famosi i biscotti di Prato”.

Ma come nascono questi croccanti biscotti? Il merito, come ho già detto, è di Antonio Mattei, un fornaio pratese che nel 1858 aprì il suo forno in quella che attualmente è via Ricasoli, nel pieno centro di Prato, dove produceva, oltre ai biscotti, il pane, la pasta e tante altre specialità.

Il negozio è facilmente riconoscibile in quanto porta ancora la scritta “Fabbrica di cantucci”, anche se il nome con cui il negozio si identifica maggiormente è Mattonella, ormai chiamato così anche fuori delle mura di Prato, tant’è che anche Sem Benelli, Malaparte e Meoni lo citano così nei loro scritti. Un’altra curiosità legata ai pratesi e a questi biscotti è che da queste parti non li sentirete mai chiamare “cantucci”. Infatti, per orgoglio cittadino, qui si chiamano esclusivamente “Biscotti di Prato”!

Attualmente il negozio è gestito dalle nuove generazioni della famiglia Pandolfini, che ormai da numerosi anni sforna biscotti e altre prelibatezze in grande quantità.

La lista degli amanti dei nostri biscotti è sempre più lunga, se volete farne parte anche voi l’unica cosa da fare è visitare il negozio di Mattonella, in via Ricasoli 20, a pochi passi dalla Stazione Centrale. Qui potrete comprare 250/500 gr o 1 kg di soli cantucci, confezionati nel classico pacchetto blu con il fiocco rosso, oppure con i bruttiboni, anche questi deliziosi, che hanno il fiocco verde.

Altrimenti è possibile fare ordini tramite il sito internet.

Sito web: http://www.antoniomattei.it/#

Facebook: https://www.facebook.com/BiscottiAntonioMattei

Twitter: @biscottimattei

Ricordatevi di degustare il tutto col Vin Santo di Prato! E’ un’esperienza indimenticabile per il vostro palato!

Post Author: Cinzia

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