Scrivi una frase, ci pensi, selezioni tutto e cancelli. Allora ricominci da capo.

Scrivi una frase diversa, pensi a cosa vuoi dire, di cosa ti vuoi liberare. Arrivi a fatica a mettere un punto. Ci ripensi e rileggi e no, si cancella tutto ancora.

E si riparte.

Alla fine scrivere per tirare fuori quello che si ha dentro è un po’ come quando ci si trova nella vita di tutti i giorni, dopo uno shock profondo, grande, indescrivibile.

Sono anni che non scrivo pubblicamente, riempio le note del mio telefono con pensieri improvvisati e con memorie giusto per liberarmi e riuscire ad andare avanti, una sorta di terapia con cui sono sempre riuscita ad affrontare tante cose nella mia vita. Sono anni che provo a capire se sono pronta a lasciare impresse sul web delle mie parole, come facevo prima quando questo spazio era una specie di lavoro, quando raccontare le mie esperienze era richiesto, quando qualcuno ancora aveva piacere nel leggere ciò che scrivevo.

Mi sono chiesta se fosse questo il posto adatto, se fosse questo il modo adatto con cui sfogarmi, evidentemente questo nodo in gola in qualche modo deve andarsene e allora proviamo.

La vita, non so se anche la vostra lo sia, è un foglio bianco in cui tu fai un po’ di tentativi per scrivere le frasi giuste. Magari cancelli cinque, dieci, mille volte, vai avanti e poi ti capita di ripensare a cosa avevi scritto poco prima e torni a metterci qualche pezza se non sei convinta.

Nella mia vita, e in quella delle persone a me più care, negli ultimi giorni è stato messo un punto drastico, violento, enorme, che ha interrotto tutti i paragrafi in sospeso. Un punto che ha tolto il fiato ma che ha chiuso il discorso in modo inviolabile.

Non ci sono gomme da cancellare, cancellini, tasti per rimuovere il testo in questo caso, non ci sono testi da sbarrare o da scarabocchiare per non leggere quanto è stato scritto, c’è solo la cruda e drastica realtà di quel punto arrivato e messo lì, senza che nessuno di noi fosse realmente pronto ad avere un punto messo così.

E’ esattamente da quel momento che mi chiedo quando sia il caso di mettere dei punti nella propria pagina della vita e andare a capo, o chiudere il capitolo e riaprirne uno nuovo.

C’è chi sostiene che certi colpi così forti servono a riportarci sulla terra con tutti i piedi e tutto il peso, c’è chi dice che Dio affida queste tragedie a chi ha le spalle grosse per affrontarle. C’è chi semplicemente si limita a non dire niente.

Ed è questo che è successo a me: mi sono detta che il silenzio fosse la scelta migliore per elaborare questo immenso dolore.

Nella mia vita, fino ad oggi, ho assistito a tutto, la salute e i suoi problemi sono questioni che ho iniziato ad affrontare sin da piccola, ma una cosa mai mi era successa: l’incidente stradale che spezza una giovane vita.

Quel telefono che suona ad un orario strano, quelle parole che ti gelano il sangue, la distanza che ci separa, il pensiero subito e immediato ai suoi genitori che per me sono zii, non solo cugini da parte di mamma, il pensiero alla nonna che non si sa come possa reagire. E poi tutti noi, lo shock, il dolore, l’incredulità: sono tutte cose che credo non dimenticherò mai più e che mi hanno fatto capire quanto siano importanti alcune cose nella vita.

Tipo la famiglia, tipo l’essere sinceri con i sentimenti, tipo non lasciare mai niente in sospeso, essere se stessi e vivere a pieno questa vita, perchè è l’unica che abbiamo, perchè il dolore che si prova in queste occasioni è forte, straziante, devastante ma se vissuto insieme cala di intensità, almeno per qualche ora.

La mia vita adesso è un foglio quasi pieno con un punto fra una frase ed un’altra, sto aspettando di ricominciare a scrivere il resto del racconto ma fa male, ci si sente in colpa ad andare avanti, forse qualcuno di voi lo capirà.

De Andrè cantava:
Passa il tempo sopra il tempo 
Ma non devi aver paura 
Sembra correre come il vento 
Però il tempo non ha premura 
Piangi e ridi come allora 
Ridi e piangi e ridi ancora 
Ogni gioia ogni dolore 
Poi ritrovarli nella luce di un’ora…

Ecco, io sono qui che aspetto.

Passerà anche questa stazione, senza far male…

Post Author: Cinzia

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